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    <title>Lo spazio intermedio</title>
    <link>https://qua.name/ulaulaman/</link>
    <description>Divagazioni e riproposizioni in libertà</description>
    <pubDate>Mon, 18 May 2026 15:29:33 +0200</pubDate>
    <item>
      <title>Medium è morto. Lunga vita a WriteFreely</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/medium-e-morto</link>
      <description>&lt;![CDATA[(articolo pubblicato quasi contemporaneamente su L&#39;isola di Ula-Ula.)&#xA;&#xA;Medium è morto. Almeno per tutti quelli che non scrivono in inglese. La piattaforma a un certo punto ha iniziato a chiedere soldi. Non per la manutenzione della piattaforma stessa, ma per pagare chi realizzava i contenuti. In inglese, ovviamente. E neanche tutti, ma con criteri che non sono mai stati chiariti, almeno fino a che sono stato dietro alle e-mail che venivano dalla piattaforma.!--more--&#xA;Certo, quello che scrivevo in questo attacco era vero nel 2020, e fondamentalmente mi pare che continua a essere vero ancora oggi. E per scrivere questo post, che è di fatto quello inaugurale sul mio arrivo qui su noblogo, sono andato a curiosare un po&#39; proprio su Medium, scoprendo che dei blogger italiani, uno degli ultimi ancora presenti lì è l&#39;amico Peppe Liberti con un post di ormai giugno.&#xA;Onestamente, per come avevo intenzione di utilizzare Medium, abbandonare quel luogo internettiano non è di per sé un dramma, per cui ora che da Lo spazio intermedio mi sono spostato qui, su questa Isola di Ula-Ula, penso di proseguire con il programma che mi ero prefisso: recuperare, con le opportune modifiche, i post pubblicati su Medium e riempire l&#39;isola di altri contenuti, cose di facile scrittura come per esempio i recuperi di vecchi post che la facevano da padrone sul mio account di Medium.&#xA;Tra l&#39;altro ho potuto importare non solo quanto pubblicato, ma anche quanto scritto in bozza nel precedente spazio, per cui potrei riempire questo noblogo con maggiore costanza rispetto a qua.name.&#xA;&#xA;Per cui... Medium è morto. Lunga vita a WriteFreely.&#xA;&#xA;#scrittura #fediverso #medium #writefreely]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(articolo pubblicato quasi contemporaneamente su <a href="https://noblogo.org/ulaulaman/medium-e-morto" rel="nofollow"><em>L&#39;isola di Ula-Ula</em></a>.)</p>

<p><em>Medium</em> è morto. Almeno per tutti quelli che non scrivono in inglese. La piattaforma a un certo punto ha iniziato a chiedere soldi. Non per la manutenzione della piattaforma stessa, ma per pagare chi realizzava i contenuti. In inglese, ovviamente. E neanche tutti, ma con criteri che non sono mai stati chiariti, almeno fino a che sono stato dietro alle <em>e-mail</em> che venivano dalla piattaforma.
Certo, quello che scrivevo in questo attacco era vero nel 2020, e fondamentalmente mi pare che continua a essere vero ancora oggi. E per scrivere questo <em>post</em>, che è di fatto quello inaugurale sul mio arrivo qui su <strong><em>noblogo</em></strong>, sono andato a curiosare un po&#39; proprio su <em>Medium</em>, scoprendo che dei <em>blogger</em> italiani, uno degli ultimi ancora presenti lì è l&#39;amico <a href="https://medium.com/@peppeliberti" rel="nofollow"><strong>Peppe Liberti</strong></a> con un <em>post</em> di ormai giugno.
Onestamente, per come avevo intenzione di utilizzare <em>Medium</em>, abbandonare quel luogo internettiano non è di per sé un dramma, per cui ora che da <a href="https://qua.name/ulaulaman/" rel="nofollow"><em>Lo spazio intermedio</em></a> mi sono spostato qui, su questa <em>Isola di Ula-Ula</em>, penso di proseguire con il programma che mi ero prefisso: recuperare, con le opportune modifiche, i <em>post</em> pubblicati su <em>Medium</em> e riempire l&#39;<em>isola</em> di altri contenuti, cose di facile scrittura come per esempio i recuperi di vecchi <em>post</em> che la facevano da padrone sul mio <em>account</em> di <em>Medium</em>.
Tra l&#39;altro ho potuto importare non solo quanto pubblicato, ma anche quanto scritto in bozza nel precedente <em>spazio</em>, per cui potrei riempire questo noblogo con maggiore costanza rispetto a qua.name.</p>

<p>Per cui... <em>Medium</em> è morto. Lunga vita a <em>WriteFreely</em>.</p>

<p><a href="/ulaulaman/tag:scrittura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scrittura</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:fediverso" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fediverso</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:medium" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">medium</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:writefreely" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">writefreely</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://qua.name/ulaulaman/medium-e-morto</guid>
      <pubDate>Thu, 26 Oct 2023 23:11:24 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>10 anni dalla prima foto di un atomo di idrogeno</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/10-anni-dalla-prima-foto-di-un-atomo-di-idrogeno</link>
      <description>&lt;![CDATA[Mentre sto consultando le fonti dell&#39;articolo sul multiverso appartenente alla serie Quelli che cavalcano il fulmine, mi rendo conto che sono passati 10 anni dalla prima &#34;foto&#34; di un atomo di idrogeno.&#xA;E allora vale la pena estrarre quel pezzettino da un articolo scritto per il mio blog DropSea qualcosa come 5 anni fa.!--more--&#xA;&#xA;La struttura dell&#39;atomo&#xA;&#xA;Gli esperimenti di Millikan del 1916 e di Compton del 1921 fornirono indizi sulla natura dell&#39;elettrone e delle sue interazioni con la materia. Sono del 1924 i due lavori indipendenti di Albert Einstein e di Louis de Broglie che suggeriscono l&#39;esistenza di onde di materia le cui frequenza e lunghezza d&#39;onda sono definite dalle due relazioni:&#xA;&#xA;$\nu = \frac{E}{c}$&#xA;$\lambda = \frac{h}{p}$&#xA;&#xA;L&#39;anno dopo ecco arrivare la famosa equazione di Erwin Schroedinger, che può essere intesa come una sorta di generalizzazione matematica dell&#39;equazione di Planck-Einstein. E infine nel 1927 ecco l&#39;esperimento di Davisson e Germer dove un cristallo di nichel viene fatto attraversare da un fascio di elettroni. Ci sono tutti gli ingredienti per suggerire una descrizione il più accurata possibile dell&#39;atomo.&#xA;Il primo a lanciarsi in tale impresa fu Niels Bohr con il suo famoso modello planetario dell&#39;atomo di idrogeno; a seguire quello che potremmo chiamare l&#39;atomo di de Broglie, dove l&#39;elettrone si muove oscillando intorno al nucleo guidato da un&#39;onda di materia; infine ecco arrivare l&#39;atomo di Schrodinger, dove l&#39;elettrone è visto come un&#39;onda la cui struttura è simile a una sfera di densità. L&#39;elettrone è così delocalizzato intorno al nucleo. Tale descrizione è stata verificata nel 2013 con la prima osservazione degli orbitali dell&#39;atomo di idrogeno.&#xA;&#xA;atomo di idrogeno eccitato&#xA;&#xA;#meccanica-quantistica #atomo-di-idrogeno #fisica]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre sto consultando le fonti dell&#39;articolo sul multiverso appartenente alla serie <a href="https://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/category/fumetti-e/la-scienza-con-i-supereroi/quelli-che-cavalcano-il-fulmine/" rel="nofollow"><em>Quelli che cavalcano il fulmine</em></a>, mi rendo conto che <strong>sono passati 10 anni dalla prima “foto” di un atomo di idrogeno</strong>.
E allora vale la pena estrarre quel pezzettino da <a href="https://dropseaofulaula.blogspot.com/2018/05/il-meraviglioso-mondo-quantistico.html" rel="nofollow">un articolo scritto per il mio blog <em>DropSea</em></a> qualcosa come 5 anni fa.</p>

<h2 id="la-struttura-dell-atomo" id="la-struttura-dell-atomo">La struttura dell&#39;atomo</h2>

<p>Gli esperimenti di Millikan del 1916 e di Compton del 1921 fornirono indizi sulla natura dell&#39;elettrone e delle sue interazioni con la materia. Sono del 1924 i due lavori indipendenti di <strong>Albert Einstein</strong> e di <strong>Louis de Broglie</strong> che suggeriscono l&#39;esistenza di onde di materia le cui frequenza e lunghezza d&#39;onda sono definite dalle due relazioni:</p>

<p>$\nu = \frac{E}{c}$
$\lambda = \frac{h}{p}$</p>

<p>L&#39;anno dopo ecco arrivare la famosa equazione di <strong>Erwin Schroedinger</strong>, che può essere intesa come una sorta di generalizzazione matematica dell&#39;equazione di Planck-Einstein. E infine nel 1927 ecco l&#39;esperimento di Davisson e Germer dove un cristallo di nichel viene fatto attraversare da un fascio di elettroni. Ci sono tutti gli ingredienti per suggerire una descrizione il più accurata possibile dell&#39;atomo.
Il primo a lanciarsi in tale impresa fu <strong>Niels Bohr</strong> con il suo famoso modello planetario dell&#39;atomo di idrogeno; a seguire quello che potremmo chiamare l&#39;atomo di de Broglie, dove l&#39;elettrone si muove oscillando intorno al nucleo guidato da un&#39;onda di materia; infine ecco arrivare l&#39;atomo di Schrodinger, dove l&#39;elettrone è visto come un&#39;onda la cui struttura è simile a una sfera di densità. L&#39;elettrone è così delocalizzato intorno al nucleo. Tale descrizione è stata verificata nel 2013 con la <a href="https://physics.aps.org/articles/v6/58" rel="nofollow">prima osservazione degli orbitali dell&#39;atomo di idrogeno</a>.</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/cJyjd5YT/20180510-hydrogen-atom.jpg" alt="atomo di idrogeno eccitato"></p>

<p><a href="/ulaulaman/tag:meccanica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">meccanica</span></a>-quantistica <a href="/ulaulaman/tag:atomo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">atomo</span></a>-di-idrogeno <a href="/ulaulaman/tag:fisica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fisica</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://qua.name/ulaulaman/10-anni-dalla-prima-foto-di-un-atomo-di-idrogeno</guid>
      <pubDate>Thu, 22 Jun 2023 16:53:01 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Guido Fantoni</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/guido-fantoni</link>
      <description>&lt;![CDATA[(articolo precedentemente pubblicato su Medium - avrei voluto ripubblicarlo il 21 dicembre del 2022, ma alla fine è andata così...)&#xA;&#xA;Stavo leggendo gli Appunti sul fumetto fascista di Stelio Millo sulla ristampa anastatica di Linus #10 (gennaio 1966) quando a un certo punto viene citato Guido Fantoni, fumettista italiano, e accreditato come autore della storia Sul trono di Titania, che Millo supponeva essere riscrittura e ridisegno di una avventura di Brick Bradford.&#xA;&#xA;Cercando maggiori informazioni sulla storia, mi imbatto in un’altra opera di Fantoni, una prosecuzione delle avventure di Flash Gordon, all’epoca pubblicato dalla Nerbini:!--more--&#xA;&#xA;flash gordon&#xA;via La testa delle nuvolette&#xA;&#xA;La storia, che forse è stata scritta da Federico Fellini e forse no, nasce come diretta conseguenza della perdita dei diritti di pubblicazione del personaggio da parte dell’editore toscano.&#xA;&#xA;A ogni buon conto, tornando a Fantoni, su di lui si trovano ben poche informazioni. Ad esempio sul sito della Fondazione Franco Fossati si legge quanto segue:&#xA;&#xA;  Disegnatore, padre di Liliana e Mario.&#xA;Nel dopoguerra disegna un seguito delle avventure di Flash Gordon per l’editore Mario Nerbini.&#xA;Realizza poi alcune avventure a fumetti di Capitan Walter, su testi di Mario Basari.&#xA;Per Topolino giornale disegna alla fine del 1945 L’isola dei pinguini, dal romanzo di Pina Ballario.&#xA;&#xA;In effetti anche gli episodi conclusivi di Sul trono di Titania vennero pubblicati su Topolino, nella sua versione giornale, dopo una prima pubblicazione sull’Avventuroso.&#xA;Maggiori informazioni biografiche su Fantoni le fornisce egli stesso sul Vittorioso:&#xA;&#xA;  div style=&#34;float: right; padding: 5px;&#34;img src=&#34;https://i.postimg.cc/5Nv0QmVN/fantoni.jpg&#34; //divPadre dei suoi due fedeli collaboratori, ha avuto una giovinezza movimentata come produttore di giornali illustrati.&#xA;“Fin dalle elementari scoprii in me il pallino dello scrittore e del disegnatore. Con una chiara calligrafia a stampatello, compilai un intero romanzo d’avventure L’Aquila della partica corredandolo di illustrazioni a colori. Ogni settimana una dispensa, che poi distribuivo a turno ai compagni di classe, dietro versamento di un soldo.”&#xA;Ed allora, senza trascurare gli studi, il nostro scrittore-disegnatore-editore in erba, approfondisce la sua cultura in materia, passando in rassegna Cooper e Wells, Verne e Rosny, non trascurando le principali relazioni di viaggi intorno al mondo.&#xA;“Forte della scienza acquisita, accolsi con entusiasmo l’invito rivolto agli alunni dal prof. Matini, insegnante di italiano, su una monografia a piacere, corredata da figure o da cartoline illustrate. Ero appena arrivato alle Scuole Medie. Con passione scrissi un fascicolo sui Mayas, i Toltechi, gli Aztechi et similia, roba che a quell’epoca non era certamente all’ordine del giorno nè agli onori della cronaca, corredando le trenta pagine di testo con illustrazioni “originali” in tocco di penna.”&#xA;L’episodio caratteristico si concluse con una sospensione di tre giorni, per il nostro genio incompreso in quanto alcuni disegni erano stati ritenuti troppo e macabri dall’insegnante.&#xA;Tali… successi giovanili lo invogliarono a dirigere più tardi, un proprio stabilimento di Smaltaggio Artistico. Addestrando i propri dipendenti ebbe occasione di aiutare e consigliare un giovane apprendista che collabora con vignette ad un settimanale illustrato.&#xA;“La riuscita del giovane m’invogliò a… seguirlo. Con novelle, romanzi ed illustrazioni collaborai poi per molti anni, a buona parte di periodici adatti alla gioventù, finchè m’imbattei con il Vitt ed ebbi l’incarico di studiare la realizzazione del famoso personaggio Capitan Walter. Ma per una settimanale produzione cosi impegnativa non potevo certo disimpegnarmi da solo. Invitai quindi i miei figli a collaborare con me.”&#xA;&#xA;(scan dell&#39;articolo via Fumetti classici)&#xA;&#xA;#GuidoFantoni #fumetti #FlashGordon]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(<em>articolo precedentemente <a href="https://ulaulaman.medium.com/guido-fantoni-e794a6196ab9" rel="nofollow">pubblicato su Medium</a> – avrei voluto ripubblicarlo il 21 dicembre del 2022, ma alla fine è andata così...</em>)</p>

<p>Stavo leggendo gli <em>Appunti sul fumetto fascista</em> di <strong>Stelio Millo</strong> sulla ristampa anastatica di <em>Linus</em> #10 (gennaio 1966) quando a un certo punto viene citato <strong>Guido Fantoni</strong>, fumettista italiano, e accreditato come autore della storia <em>Sul trono di Titania</em>, che Millo supponeva essere riscrittura e ridisegno di una avventura di <em>Brick Bradford</em>.</p>

<p>Cercando maggiori informazioni sulla storia, mi imbatto in un’altra opera di Fantoni, una prosecuzione delle avventure di <em>Flash Gordon</em>, all’epoca pubblicato dalla <em>Nerbini</em>:</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/9XdtPyV1/flash.jpg" alt="flash gordon">
<em>via <a href="http://testanellenuvolette.blogspot.com.es/2010/08/vuole-il-vero-sig-flash-gordon-alzarsi.html" rel="nofollow">La testa delle nuvolette</a></em></p>

<p>La storia, che forse è stata scritta da <strong>Federico Fellini</strong> e forse no, nasce come diretta conseguenza della perdita dei diritti di pubblicazione del personaggio da parte dell’editore toscano.</p>

<p>A ogni buon conto, tornando a Fantoni, su di lui si trovano ben poche informazioni. Ad esempio <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/f/fantoni_guido.htm" rel="nofollow">sul sito della <em>Fondazione Franco Fossati</em></a> si legge quanto segue:</p>

<blockquote><p>Disegnatore, padre di <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/f/fantoni_liliana.htm" rel="nofollow"><strong>Liliana</strong></a> e <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/f/fantoni_mario.htm" rel="nofollow"><strong>Mario</strong></a>.
Nel dopoguerra disegna un seguito delle avventure di <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/pers/g/gordon.htm" rel="nofollow"><em>Flash Gordon</em></a> per l’editore <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/edit/n/nerbini_mario.htm" rel="nofollow"><strong>Mario Nerbini</strong></a>.
Realizza poi alcune avventure a fumetti di <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/test/c/cap_walter.htm" rel="nofollow"><em>Capitan Walter</em></a>, su testi di <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/b/basari.htm" rel="nofollow"><strong>Mario Basari</strong></a>.
Per <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/test/t/topolino_giorn.htm" rel="nofollow"><em>Topolino</em> giornale</a> disegna alla fine del 1945 <em>L’isola dei pinguini</em>, dal romanzo di <strong>Pina Ballario</strong>.</p></blockquote>

<p>In effetti anche gli episodi conclusivi di <em>Sul trono di Titania</em> vennero <a href="http://coa.inducks.org/issue.php?c=it%2FTGRCA++26" rel="nofollow">pubblicati su <em>Topolino</em></a>, nella sua versione giornale, dopo una prima pubblicazione sull’<em>Avventuroso</em>.
Maggiori informazioni biografiche su Fantoni le fornisce egli stesso sul <a href="http://annitrenta.blogspot.it/2009/10/le-vicissitudini-del-vittorioso-dal_15.html" rel="nofollow"><em>Vittorioso</em></a>:</p>

<blockquote><p><div style="float: right; padding: 5px;"><img src="https://i.postimg.cc/5Nv0QmVN/fantoni.jpg"/></div>Padre dei suoi due fedeli collaboratori, ha avuto una giovinezza movimentata come produttore di giornali illustrati.
“Fin dalle elementari scoprii in me il pallino dello scrittore e del disegnatore. Con una chiara calligrafia a stampatello, compilai un intero romanzo d’avventure L’Aquila della partica corredandolo di illustrazioni a colori. Ogni settimana una dispensa, che poi distribuivo a turno ai compagni di classe, dietro versamento di un soldo.”
Ed allora, senza trascurare gli studi, il nostro scrittore-disegnatore-editore in erba, approfondisce la sua cultura in materia, passando in rassegna Cooper e Wells, Verne e Rosny, non trascurando le principali relazioni di viaggi intorno al mondo.
“Forte della scienza acquisita, accolsi con entusiasmo l’invito rivolto agli alunni dal prof. Matini, insegnante di italiano, su una monografia a piacere, corredata da figure o da cartoline illustrate. Ero appena arrivato alle Scuole Medie. Con passione scrissi un fascicolo sui Mayas, i Toltechi, gli Aztechi et similia, roba che a quell’epoca non era certamente all’ordine del giorno nè agli onori della cronaca, corredando le trenta pagine di testo con illustrazioni “originali” in tocco di penna.”
L’episodio caratteristico si concluse con una sospensione di tre giorni, per il nostro genio incompreso in quanto alcuni disegni erano stati ritenuti troppo e macabri dall’insegnante.
Tali… successi giovanili lo invogliarono a dirigere più tardi, un proprio stabilimento di Smaltaggio Artistico. Addestrando i propri dipendenti ebbe occasione di aiutare e consigliare un giovane apprendista che collabora con vignette ad un settimanale illustrato.
“La riuscita del giovane m’invogliò a… seguirlo. Con novelle, romanzi ed illustrazioni collaborai poi per molti anni, a buona parte di periodici adatti alla gioventù, finchè m’imbattei con il Vitt ed ebbi l’incarico di studiare la realizzazione del famoso personaggio Capitan Walter. Ma per una settimanale produzione cosi impegnativa non potevo certo disimpegnarmi da solo. Invitai quindi i miei figli a collaborare con me.”</p></blockquote>

<p>(<em>scan</em> dell&#39;articolo via <a href="http://annitrenta.blogspot.it/2009/10/le-vicissitudini-del-vittorioso-dal_15.html" rel="nofollow">Fumetti classici</a>)</p>

<p><a href="/ulaulaman/tag:GuidoFantoni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">GuidoFantoni</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:fumetti" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fumetti</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:FlashGordon" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">FlashGordon</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://qua.name/ulaulaman/guido-fantoni</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Feb 2023 12:00:00 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Aaron Swartz</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/aaron-swartz</link>
      <description>&lt;![CDATA[  div style=&#34;float: right; padding: 5px; width:25%;&#34;img src=&#39;https://i.postimg.cc/CMmwLdP9/20221108-aaron-swartz.jpg&#39; border=&#39;0&#39; alt=&#39;20221108-aaron-swartz&#39;//div Aaron Hillel Swartz (November 8, 1986 – January 11, 2013) was an American computer programmer, entrepreneur, writer, political organizer, and Internet hacktivist. He was involved in the development of the web feed format RSS, the Markdown publishing format, the organization Creative Commons, the website framework web.py, and joined the social news site Reddit six months after its founding. He was given the title of co-founder of Reddit by Y Combinator owner Paul Graham after the formation of Not a Bug, Inc. (a merger of Swartz&#39;s project Infogami and Redbrick Solutions, a company run by Alexis Ohanian and Steve Huffman). Swartz&#39;s work also focused on civic awareness and activism. He helped launch the Progressive Change Campaign Committee in 2009 to learn more about effective online activism. In 2010, he became a research fellow at Harvard University&#39;s Safra Research Lab on Institutional Corruption, directed by Lawrence Lessig. He founded the online group Demand Progress, known for its campaign against the Stop Online Piracy Act.&#xA;  In 2011, Swartz was arrested by Massachusetts Institute of Technology (MIT) police on state breaking-and-entering charges, after connecting a computer to the MIT network in an unmarked and unlocked closet, and setting it to download academic journal articles systematically from JSTOR using a guest user account issued to him by MIT. Federal prosecutors, led by Carmen Ortiz, later charged him with two counts of wire fraud and eleven violations of the Computer Fraud and Abuse Act, carrying a cumulative maximum penalty of $1 million in fines, 35 years in prison, asset forfeiture, restitution, and supervised release. Swartz declined a plea bargain under which he would have served six months in federal prison. Two days after the prosecution rejected a counter-offer by Swartz, he was found dead in his Brooklyn apartment. In 2013, Swartz was inducted posthumously into the Internet Hall of Fame.&#xA;&#xA;(from en.wiki)&#xA;&#xA;#aaronswartz #wikipedia #internet]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><div style="float: right; padding: 5px; width:25%;"><img src="https://i.postimg.cc/CMmwLdP9/20221108-aaron-swartz.jpg" alt="20221108-aaron-swartz"/></div> <strong>Aaron Hillel Swartz</strong> (November 8, 1986 – January 11, 2013) was an American computer programmer, entrepreneur, writer, political organizer, and Internet hacktivist. He was involved in the development of the web feed format RSS, the Markdown publishing format, the organization Creative Commons, the website framework web.py, and joined the social news site Reddit six months after its founding. He was given the title of co-founder of Reddit by Y Combinator owner Paul Graham after the formation of Not a Bug, Inc. (a merger of Swartz&#39;s project Infogami and Redbrick Solutions, a company run by Alexis Ohanian and Steve Huffman). Swartz&#39;s work also focused on civic awareness and activism. He helped launch the Progressive Change Campaign Committee in 2009 to learn more about effective online activism. In 2010, he became a research fellow at Harvard University&#39;s Safra Research Lab on Institutional Corruption, directed by Lawrence Lessig. He founded the online group Demand Progress, known for its campaign against the Stop Online Piracy Act.
In 2011, Swartz was arrested by Massachusetts Institute of Technology (MIT) police on state breaking-and-entering charges, after connecting a computer to the MIT network in an unmarked and unlocked closet, and setting it to download academic journal articles systematically from JSTOR using a guest user account issued to him by MIT. Federal prosecutors, led by Carmen Ortiz, later charged him with two counts of wire fraud and eleven violations of the Computer Fraud and Abuse Act, carrying a cumulative maximum penalty of $1 million in fines, 35 years in prison, asset forfeiture, restitution, and supervised release. Swartz declined a plea bargain under which he would have served six months in federal prison. Two days after the prosecution rejected a counter-offer by Swartz, he was found dead in his Brooklyn apartment. In 2013, Swartz was inducted posthumously into the Internet Hall of Fame.</p></blockquote>

<p>(from <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aaron_Swartz" rel="nofollow">en.wiki</a>)</p>

<p><a href="/ulaulaman/tag:aaronswartz" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">aaronswartz</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:wikipedia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">wikipedia</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:internet" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">internet</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://qua.name/ulaulaman/aaron-swartz</guid>
      <pubDate>Tue, 08 Nov 2022 17:51:54 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>I contributi delle donne alla scienza ed alla astronomia</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/i-contributi-delle-donne-alla-scienza-ed-alla-astronomia</link>
      <description>&lt;![CDATA[(testo di Margherita Hack da Pietro Musilli)&#xA;&#xA;La storia delle donne nella cultura e nella vita civile è stata una storia di emarginazione fino alla fine dell&#39;Ottocento e in gran parte ancora fino alla metà del Novecento, almeno nei paesi industrializzati. In molti paesi in via di sviluppo, salvo rare eccezioni, le donne sono ben lontane non solo dall&#39;aver raggiunto la parità con l&#39;altro sesso, ma anche dal vedere loro riconosciuti i più elementari diritti di esseri umani. Quali possono essere le cause di questa situazione che risale indietro nei secoli? Forse già nelle epoche preistoriche, la forza fisica necessaria per sopravvivere, le numerose gravidanze e il lungo periodo di allattamento e di cura della prole hanno portato alla differenziazione dei compiti. Oggi, i progressi della scienza e della medicina, e le conseguenti applicazioni tecnologiche hanno annullato la condanna biblica - uomo lavorerai con fatica, donna partorirai con dolore - almeno nei paesi industrializzati.!--more--&#xA;Per secoli le donne che potevano avere accesso all&#39;istruzione erano quelle rinchiuse nei conventi. Forse per questo le donne che sono emerse nel passato erano soprattutto umaniste, pittrici, scrittrici, poetesse, ma molto più raramente scienziate. Infatti chi ha attitudini artistiche o letterarie può emergere anche senza una preparazione specifica, mentre le scienze, e in particolare le cosiddette scienze &#34;dure&#34; come matematica e fisica richiedono una preparazione di base, senza la quale è quasi impossibile progredire. Solo quelle poche favorite dall&#39;avere un padre, un fratello o un marito scienziato disposto a condividere le proprie cognizioni, potevano farsi una cultura scientifica. Basta ricordare che ancora all&#39;inizio del XX secolo in molti paesi europei alle ragazze era precluso l&#39;accesso alle università ed anche ai licei.&#xA;Perciò le donne, escluse dalle università, escluse dall&#39;educazione scientifica, sono emerse là dove potevano emergere. Così è sorto il pregiudizio secondo cui le donne sarebbero più adatte alle materie letterarie e linguistiche che non a quelle scientifiche. Le stesse ragazze crescono in mezzo a questi pregiudizi e se ne lasciano influenzare, e scelgono le facoltà umanistiche anche contro le loro naturali inclinazioni, contribuendo così a rafforzare i pregiudizi stessi. Comunque oggi cresce sempre di più il numero di ragazze che scelgono materie ritenute tipicamente maschili come ingegneria.&#xA;Malgrado le difficoltà incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza. La storia ci tramanda i nomi di alcune famose scienziate. Ce ne furono una ventina nell&#39;antichità, fra cui emerge il nome della matematica Ipazia; solo una decina nel medioevo, soprattutto nei conventi, quasi nessuna tra il 1400 e il 1500, 16 nel 1600, 24 nel 1700, 108 nel 1800. Oggi solo nel campo dell&#39;astronomia sono più di 2000, ed in ogni campo dei sapere le ricercatrici universitarie superano il 50%, con punte dell&#39;80% nelle facoltà umanistiche, del 60% in quelle di scienze biologiche, dal 30 al 40% nelle scienze abiologiche, più dei 50% nelle matematiche, mentre sono ancora al di sotto dei 20% in facoltà come ingegneria e agraria.&#xA;Fra le matematiche va ricordata la già citata Ipazia (370-415 d.C.), figlia del matematico e filosofo Teone. Diventò capo di una scuola platonica di Alessandria d&#39;Egitto frequentata da molti giovani. Fu uccisa barbaramente da un gruppo di fanatici cristiani, forse anche perché tanta genialità matematica in una donna poteva sembrare indice di empietà. Nel 1700 Maria Gaetana Agnesi (1718-1799) fu la prima donna ad essere chiamata a ricoprire una cattedra universitaria, all&#39;Università di Bologna, e Sophie Germain (1776-1831) fu una riconosciuta esperta di teoria dei numeri e di fisica. Nel XIX secolo ci sono numerose grandi matematiche, fra le quali emergono soprattutto Sofia Kovaleskaja (1850-1891), professore all&#39;Università di Stoccolma, e Emmy Noether (1882-1935), fondatrice dell&#39;Algebra moderna. Fra le matematiche italiane di questo secolo ricordo Pia Nalli (1866-1964) professore ordinario di analisi matematica all&#39;università di Cagliari e poi di Catania; Maria Pastori (1895-1975) ordinario di Meccanica Razionale all&#39;università di Messina, Maria Cibrario Cinquini (1905-1992), ordinario di Analisi matematica a Cagliari e professore emerito dell&#39;università di Pavia, Maria Biggiogero Masotti ordinario di geometria presso il Politecnico di Milano.&#xA;Fra le fisiche e le astrofisiche vanno ricordate, naturalmente Marie Sklodwska Curie (1867-1934), premio Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, e prima donna professore alla Sorbona e la figlia Irene Curie (1897-1956) premio Nobel per la chimica nel 1935; Lise Meitner (1878-1856) premio Nobel per la chimica nel 1935 la quale scopre il fenomeno della fissione nucleare ed è la prima donna ad avere una cattedra universitaria di fisica in Germania; Marie Goeppert Mayer (1906-1968) premio Nobel per la fisica nel 1963 per la sua teoria sui &#34;numeri magici&#34; che determinano la stabilità degli atomi; Wu Chieng-Shiung (1913-1997), professore di fisica alla Columbia University, scopritrice della non conservazione della parità nelle interazioni deboli.&#xA;Fra le astronome e astrofisiche va ricordata Caroline Herschel (1750-1848) che insieme al fratello William iniziò lo studio fisico del cielo, occupandosi di quello sfondo di stelle fino allora considerato poco più di uno scenario su cui si muovevano i pianeti. A loro si deve lo studio delle nubi interstellari, la scoperta di regioni apparentemente prive di stelle, che oggi sappiamo essere regioni ricche di polveri che ci nascondono le stelle retrostanti, e lo studio della distribuzione delle stelle sulla volta celeste.&#xA;Maria Mitchell (1818-1889) è stata la prima famosa astronoma americana, docente di astronomia al Vassar College e direttrice dell&#39;osservatorio, che ha preso il suo nome.&#xA;Un terzetto di astronome americane che hanno legato il loro nome a scoperte e ricerche fondamentali per la moderna astrofisica sono Henrietta Swan Leavitt (1868-1921), Anne Cannon (1863-1941) e Antonia Maury (1866-1952). La prima scoprì la relazione che lega il periodo di variazione di luce di una classe di stelle variabili dette &#34;Cefeidi&#34; al loro splendore assoluto, facendo di questa classe di stelle uno dei migliori mezzi per la determinazione delle distanze delle galassie. Alla seconda si deve la classificazione degli spettri di più di 225.000 stelle; il risultato del suo lavoro è raccolto nel poderoso catalogo &#34;Henry Draper&#34; (dal nome dei finanziatone dell&#39;opera) che è ancora oggi largamente consultato. La terza scoprì alcune caratteristiche degli spettri stellari, che permettevano di stabilire lo splendore assoluto di una stella, e quindi - misurato lo splendore apparente - risalire alla distanza. Essa ha anticipato di almeno due decenni il metodo di determinazione delle distanze dal semplice studio dello spettro.&#xA;Una grande astrofisica, iniziatrice dei metodi di studio delle atmosfere stellari e della determinazione della loro composizione chimica è stata Cecilia Payne Gaposchkin (1890-1979). Iniziatrice dello studio dell&#39;evoluzione chimica della Galassia è stata una giovane astrofisica, scomparsa prematuramente, Beatrice Tinsley (1941-1981). Oggi sono numerosissime le astrofisiche di fama internazionale che guidano gruppi di ricerca nei più svariati campi, dalla fisica stellare alla cosmologia, e delle più svariate nazionalità. Si può stimare che in tutto il mondo rappresentino dal 25 al 30% di tutti gli astronomi e astrofisici.&#xA;Altrettanto numerose sono le scienziate nel campo della biologia e delle scienze mediche, molte insignite di premio Nobel. Per tutte ricordiamo Rita Levi-Montalcini (1909) premio Nobel per la medicina nel 1986.&#xA;Sebbene oggi i contributi delle donne alla scienza vengano riconosciuti, resta il fatto che le scienziate per emergere devono generalmente lavorare di più dei loro colleghi e devono ancora superare numerosi pregiudizi, che,  contrariamente a quanto si crede, sono maggiori nei paesi anglosassoni che non in quelli latini.&#xA;Spesso mi viene chiesto se ho incontrato molte difficoltà nel corso della mia vita scientifica. Ritengo che molti degli ostacoli di cui si lamentano parecchie ricercatrici dipende anche dall&#39;educazione ricevuta che, almeno fino a qualche decennio fa, tendeva a fare delle bambine persone arrendevoli e servizievoli, poco combattive e desiderose di protezione. Oggi mi sembra che le cose vadano cambiando, la vita e l&#39;educazione comune a bambini e bambine li lascia più liberi di sviluppare le proprie attitudini naturali, senza imporre loro condizionamenti dovuti al sesso.&#xA;Io ho avuto la fortuna di avere una famiglia in cui babbo e mamma erano perfettamente eguali, si dividevano i compiti in piena parità, e che non mi hanno mai imposto comportamenti o giocattoli legati a stereotipi sessuali. Anche lo sport che ho praticato per parecchi anni mi ha aiutato a sviluppare quella competitività che e necessaria per riuscire nell&#39;atletica come nella scienza, per vincere sportivamente, allenandosi e studiando e avendo la costanza di perseguire lo scopo di battere un record o di ottenere un risultato scientifico, senza scoraggiarsi davanti agli insuccessi, perseverando con costanza.&#xA;Credo perciò che l&#39;ambiente familiare in cui ho avuto la fortuna di nascere sia stato estremamente importante per darmi fiducia nelle mie possibilità, e per non provare complessi di inferiorità che ho spesso notato in colleghe della mia generazione e anche più giovani.&#xA;Malgrado i grandi progressi fatti dalle donne, ci sono ancora notevoli disparità nel mondo del lavoro, della politica e della ricerca. Nelle università per esempio le ricercatrici sono ormai più della metà di tutti i ricercatori, ma appena si passa al livello superiore, quello dei professori associati, le donne sono meno del 30% e al più alto livello dei professori ordinari sono appena il 10%. In politica è a tutti nota la scarsa rappresentanza femminile alla Camera dei deputati e al Senato. Al governo dei comuni sono ancora una minoranza le donne sindaco, mentre sono frequenti gli assessorati alla cultura assegnati a donne, il che mi fa malignamente pensare quanta poca importanza i politici tendono ancora a dare alla cultura, ritenuta un trascurabile centro di potere locale. Quasi sempre si attribuisce questa scarsa presenza femminile nei livelli più alti all&#39;impegno familiare, alle cure dei marito e dei figli, e si chiede un maggiore impegno dello stato nel fornire asili nido, scuole materne, scuole a tempo pieno. Giustissimo! Però rarissimamente si afferma il diritto delle donne e il dovere degli uomini di dividersi al 50% le cure familiari, dalle più umili alle più importanti, anche se la legislazione familiare dà alle donne la possibilità di rivendicare questa reale parità. Sta alle giovani donne educare i propri compagni e ai giovani uomini di incitare le loro compagne ad affermarsi nella vita.&#xA;Comunque ritengo che il crescente numero di donne affermate nella scienza, nella politica, nello sport e in tutti i campi dell&#39;attività umana fornisca quei modelli che finora mancavano alle bambine, e che possono dar loro fiducia e stimoli ad eguagliarle.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(testo di <strong>Margherita Hack</strong> da <a href="http://web.tiscali.it/casalelameridiana/donne_scienza_astronomia.htm" rel="nofollow">Pietro Musilli</a>)</p>

<p>La storia delle donne nella cultura e nella vita civile è stata una storia di emarginazione fino alla fine dell&#39;Ottocento e in gran parte ancora fino alla metà del Novecento, almeno nei paesi industrializzati. In molti paesi in via di sviluppo, salvo rare eccezioni, le donne sono ben lontane non solo dall&#39;aver raggiunto la parità con l&#39;altro sesso, ma anche dal vedere loro riconosciuti i più elementari diritti di esseri umani. Quali possono essere le cause di questa situazione che risale indietro nei secoli? Forse già nelle epoche preistoriche, la forza fisica necessaria per sopravvivere, le numerose gravidanze e il lungo periodo di allattamento e di cura della prole hanno portato alla differenziazione dei compiti. Oggi, i progressi della scienza e della medicina, e le conseguenti applicazioni tecnologiche hanno annullato la condanna biblica – <em>uomo lavorerai con fatica, donna partorirai con dolore</em> – almeno nei paesi industrializzati.
Per secoli le donne che potevano avere accesso all&#39;istruzione erano quelle rinchiuse nei conventi. Forse per questo le donne che sono emerse nel passato erano soprattutto umaniste, pittrici, scrittrici, poetesse, ma molto più raramente scienziate. Infatti chi ha attitudini artistiche o letterarie può emergere anche senza una preparazione specifica, mentre le scienze, e in particolare le cosiddette scienze “dure” come matematica e fisica richiedono una preparazione di base, senza la quale è quasi impossibile progredire. Solo quelle poche favorite dall&#39;avere un padre, un fratello o un marito scienziato disposto a condividere le proprie cognizioni, potevano farsi una cultura scientifica. Basta ricordare che ancora all&#39;inizio del XX secolo in molti paesi europei alle ragazze era precluso l&#39;accesso alle università ed anche ai licei.
Perciò le donne, escluse dalle università, escluse dall&#39;educazione scientifica, sono emerse là dove potevano emergere. Così è sorto il pregiudizio secondo cui le donne sarebbero più adatte alle materie letterarie e linguistiche che non a quelle scientifiche. Le stesse ragazze crescono in mezzo a questi pregiudizi e se ne lasciano influenzare, e scelgono le facoltà umanistiche anche contro le loro naturali inclinazioni, contribuendo così a rafforzare i pregiudizi stessi. Comunque oggi cresce sempre di più il numero di ragazze che scelgono materie ritenute tipicamente maschili come ingegneria.
Malgrado le difficoltà incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza. La storia ci tramanda i nomi di alcune famose scienziate. Ce ne furono una ventina nell&#39;antichità, fra cui emerge il nome della matematica <strong>Ipazia</strong>; solo una decina nel medioevo, soprattutto nei conventi, quasi nessuna tra il 1400 e il 1500, 16 nel 1600, 24 nel 1700, 108 nel 1800. Oggi solo nel campo dell&#39;astronomia sono più di 2000, ed in ogni campo dei sapere le ricercatrici universitarie superano il 50%, con punte dell&#39;80% nelle facoltà umanistiche, del 60% in quelle di scienze biologiche, dal 30 al 40% nelle scienze abiologiche, più dei 50% nelle matematiche, mentre sono ancora al di sotto dei 20% in facoltà come ingegneria e agraria.
Fra le matematiche va ricordata la già citata Ipazia (370-415 d.C.), figlia del matematico e filosofo <strong>Teone</strong>. Diventò capo di una scuola platonica di Alessandria d&#39;Egitto frequentata da molti giovani. Fu uccisa barbaramente da un gruppo di fanatici cristiani, forse anche perché tanta genialità matematica in una donna poteva sembrare indice di empietà. Nel 1700 <strong>Maria Gaetana Agnesi</strong> (1718-1799) fu la prima donna ad essere chiamata a ricoprire una cattedra universitaria, all&#39;Università di Bologna, e <strong>Sophie Germain</strong> (1776-1831) fu una riconosciuta esperta di teoria dei numeri e di fisica. Nel XIX secolo ci sono numerose grandi matematiche, fra le quali emergono soprattutto <strong>Sofia Kovaleskaja</strong> (1850-1891), professore all&#39;Università di Stoccolma, e <strong>Emmy Noether</strong> (1882-1935), fondatrice dell&#39;Algebra moderna. Fra le matematiche italiane di questo secolo ricordo <strong>Pia Nalli</strong> (1866-1964) professore ordinario di analisi matematica all&#39;università di Cagliari e poi di Catania; <strong>Maria Pastori</strong> (1895-1975) ordinario di Meccanica Razionale all&#39;università di Messina, <strong>Maria Cibrario Cinquini</strong> (1905-1992), ordinario di Analisi matematica a Cagliari e professore emerito dell&#39;università di Pavia, <strong>Maria Biggiogero Masotti</strong> ordinario di geometria presso il Politecnico di Milano.
Fra le fisiche e le astrofisiche vanno ricordate, naturalmente <strong>Marie Sklodwska Curie</strong> (1867-1934), premio Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, e prima donna professore alla Sorbona e la figlia <strong>Irene Curie</strong> (1897-1956) premio Nobel per la chimica nel 1935; <strong>Lise Meitner</strong> (1878-1856) premio Nobel per la chimica nel 1935 la quale scopre il fenomeno della fissione nucleare ed è la prima donna ad avere una cattedra universitaria di fisica in Germania; <strong>Marie Goeppert Mayer</strong> (1906-1968) premio Nobel per la fisica nel 1963 per la sua teoria sui “numeri magici” che determinano la stabilità degli atomi; <strong>Wu Chieng-Shiung</strong> (1913-1997), professore di fisica alla Columbia University, scopritrice della non conservazione della parità nelle interazioni deboli.
Fra le astronome e astrofisiche va ricordata <strong>Caroline Herschel</strong> (1750-1848) che insieme al fratello William iniziò lo studio fisico del cielo, occupandosi di quello sfondo di stelle fino allora considerato poco più di uno scenario su cui si muovevano i pianeti. A loro si deve lo studio delle nubi interstellari, la scoperta di regioni apparentemente prive di stelle, che oggi sappiamo essere regioni ricche di polveri che ci nascondono le stelle retrostanti, e lo studio della distribuzione delle stelle sulla volta celeste.
<strong>Maria Mitchell</strong> (1818-1889) è stata la prima famosa astronoma americana, docente di astronomia al <em>Vassar College</em> e direttrice dell&#39;osservatorio, che ha preso il suo nome.
Un terzetto di astronome americane che hanno legato il loro nome a scoperte e ricerche fondamentali per la moderna astrofisica sono <strong>Henrietta Swan Leavitt</strong> (1868-1921), <strong>Anne Cannon</strong> (1863-1941) e <strong>Antonia Maury</strong> (1866-1952). La prima scoprì la relazione che lega il periodo di variazione di luce di una classe di stelle variabili dette “Cefeidi” al loro splendore assoluto, facendo di questa classe di stelle uno dei migliori mezzi per la determinazione delle distanze delle galassie. Alla seconda si deve la classificazione degli spettri di più di 225.000 stelle; il risultato del suo lavoro è raccolto nel poderoso catalogo “Henry Draper” (dal nome dei finanziatone dell&#39;opera) che è ancora oggi largamente consultato. La terza scoprì alcune caratteristiche degli spettri stellari, che permettevano di stabilire lo splendore assoluto di una stella, e quindi – misurato lo splendore apparente – risalire alla distanza. Essa ha anticipato di almeno due decenni il metodo di determinazione delle distanze dal semplice studio dello spettro.
Una grande astrofisica, iniziatrice dei metodi di studio delle atmosfere stellari e della determinazione della loro composizione chimica è stata <strong>Cecilia Payne Gaposchkin</strong> (1890-1979). Iniziatrice dello studio dell&#39;evoluzione chimica della Galassia è stata una giovane astrofisica, scomparsa prematuramente, <strong>Beatrice Tinsley</strong> (1941-1981). Oggi sono numerosissime le astrofisiche di fama internazionale che guidano gruppi di ricerca nei più svariati campi, dalla fisica stellare alla cosmologia, e delle più svariate nazionalità. Si può stimare che in tutto il mondo rappresentino dal 25 al 30% di tutti gli astronomi e astrofisici.
Altrettanto numerose sono le scienziate nel campo della biologia e delle scienze mediche, molte insignite di premio Nobel. Per tutte ricordiamo <strong>Rita Levi-Montalcini</strong> (1909) premio Nobel per la medicina nel 1986.
Sebbene oggi i contributi delle donne alla scienza vengano riconosciuti, resta il fatto che le scienziate per emergere devono generalmente lavorare di più dei loro colleghi e devono ancora superare numerosi pregiudizi, che,  contrariamente a quanto si crede, sono maggiori nei paesi anglosassoni che non in quelli latini.
Spesso mi viene chiesto se ho incontrato molte difficoltà nel corso della mia vita scientifica. Ritengo che molti degli ostacoli di cui si lamentano parecchie ricercatrici dipende anche dall&#39;educazione ricevuta che, almeno fino a qualche decennio fa, tendeva a fare delle bambine persone arrendevoli e servizievoli, poco combattive e desiderose di protezione. Oggi mi sembra che le cose vadano cambiando, la vita e l&#39;educazione comune a bambini e bambine li lascia più liberi di sviluppare le proprie attitudini naturali, senza imporre loro condizionamenti dovuti al sesso.
Io ho avuto la fortuna di avere una famiglia in cui babbo e mamma erano perfettamente eguali, si dividevano i compiti in piena parità, e che non mi hanno mai imposto comportamenti o giocattoli legati a stereotipi sessuali. Anche lo sport che ho praticato per parecchi anni mi ha aiutato a sviluppare quella competitività che e necessaria per riuscire nell&#39;atletica come nella scienza, per vincere sportivamente, allenandosi e studiando e avendo la costanza di perseguire lo scopo di battere un record o di ottenere un risultato scientifico, senza scoraggiarsi davanti agli insuccessi, perseverando con costanza.
Credo perciò che l&#39;ambiente familiare in cui ho avuto la fortuna di nascere sia stato estremamente importante per darmi fiducia nelle mie possibilità, e per non provare complessi di inferiorità che ho spesso notato in colleghe della mia generazione e anche più giovani.
Malgrado i grandi progressi fatti dalle donne, ci sono ancora notevoli disparità nel mondo del lavoro, della politica e della ricerca. Nelle università per esempio le ricercatrici sono ormai più della metà di tutti i ricercatori, ma appena si passa al livello superiore, quello dei professori associati, le donne sono meno del 30% e al più alto livello dei professori ordinari sono appena il 10%. In politica è a tutti nota la scarsa rappresentanza femminile alla Camera dei deputati e al Senato. Al governo dei comuni sono ancora una minoranza le donne sindaco, mentre sono frequenti gli assessorati alla cultura assegnati a donne, il che mi fa malignamente pensare quanta poca importanza i politici tendono ancora a dare alla cultura, ritenuta un trascurabile centro di potere locale. Quasi sempre si attribuisce questa scarsa presenza femminile nei livelli più alti all&#39;impegno familiare, alle cure dei marito e dei figli, e si chiede un maggiore impegno dello stato nel fornire asili nido, scuole materne, scuole a tempo pieno. Giustissimo! Però rarissimamente si afferma il diritto delle donne e il dovere degli uomini di dividersi al 50% le cure familiari, dalle più umili alle più importanti, anche se la legislazione familiare dà alle donne la possibilità di rivendicare questa reale parità. Sta alle giovani donne educare i propri compagni e ai giovani uomini di incitare le loro compagne ad affermarsi nella vita.
Comunque ritengo che il crescente numero di donne affermate nella scienza, nella politica, nello sport e in tutti i campi dell&#39;attività umana fornisca quei modelli che finora mancavano alle bambine, e che possono dar loro fiducia e stimoli ad eguagliarle.</p>
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      <guid>https://qua.name/ulaulaman/i-contributi-delle-donne-alla-scienza-ed-alla-astronomia</guid>
      <pubDate>Fri, 17 Jun 2022 19:07:01 +0200</pubDate>
    </item>
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      <title>Benjamin Tucker e l&#39;anti-capitalismo</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/benjamin-tucker-e-lanti-capitalismo</link>
      <description>&lt;![CDATA[div style=&#34;float: right; padding: 5px;&#34;img src=&#34;https://i.postimg.cc/vHmhQcFz/benjamin-tucker.jpg&#34; //div&#xA;Oggi, nella timeline di twitter, mi sono imbattuto in un elogio del capitalismo con il mondo classista prima del suo avvento e il mondo pieno di opportunità per gli operai dopo il suo avvento.&#xA;E la cosa mi ha disturbato un po&#39; per molti motivi (uno su tutti è che l&#39;elogio veniva da un mattonista liberista, ma soprassediamo per il momento). E allora mi sono domandato quale sarebbe stato il modo migliore per replicare. E probabilmente sarebbe bastato un semplice nome: Benjamin Tucker.&#xA;In questo estratto da Anarcopedia vi propongo un esame del suo rapporto con il capitalismo:!--more--&#xA;&#xA;  I ragionamenti di Tucker sono stati a volte fraintesi in senso liberistico o addirittura anarco-capitalistico. In realtà, come tutti gli anarco-individualisti, egli è profondamente anticapitalista, contro lo sfruttamento del lavoro, contro tutte le forme di reddito non-lavorativo (profitto, gli interessi, l&#39;affitto ecc.) e contro le grandi concentrazioni di proprietà, che lui imputava al monopolio statale dell&#39;emissione dei diritti di proprietà, più che all&#39;idea di proprietà individuale in sé e per sé.&#xA;  La società ideale di Tucker è formata da piccoli imprenditori e lavoratori esterni, ipotizzando tra loro una relazione non fondata sullo sfruttamento e l&#39;oppressione ma sull&#39;equilibrio di mercato, in cui il valore aggiunto sarebbe distribuito equamente tra di lorosup id=&#34;fnref:1&#34;(a class=&#34;footnote-ref&#34; href=&#34;#fn:1&#34; rel=&#34;footnote&#34;1/a)/sup. Per aumentare il potere contrattuale dei lavoratori, Tucker propone l&#39;accesso al credito mutuale, quindi non imponendo direttamente il controllo dei lavoratori delle aziende, ma promuovendolo proprio attraverso una crescita del loro potere contrattuale. In questo modo egli intendeva contrastare le storture tipiche del capitalismo, in particolare contrastare la società gerarchica.&#xA;  Il sistema di Tucker concepiva alcuni principi del capitalismo, come la concorrenza tra le imprese in un &#34;libero mercato&#34;. Tuttavia, i mercati sono solo una condizione necessaria del capitalismo, non una condizione sufficiente. Ci può anche essere un &#34;libero mercato&#34; sotto il socialismo, anche se di natura profondamente diversa. L&#39;obiezione anarchica fondamentale al capitalismo non è il mercato, ma la proprietà privata e la conseguente schiavitù salariale. Egli vorrebbe eliminare entrambi, ed è per questo che si definiva un socialista.&#xA;  In sostanza, per concludere, nonostante alcune sue idee convergano con quelle anarco-capitaliste, non può essere considerato in nessuno modo un estimatore di questo pensiero reazionario, in particolare non può essere in alcun modo accostato al libertarismo di destra, nonostante questi l&#39;abbiano più volte tirato per la giacchetta. In questo egli si avvicina a quello che oggi verrebbe definito un &#34;socialista di mercato&#34;, ma sempre e comunque non-statalista.&#xA;&#xA;ol&#xA;li id=&#34;fn:1&#34;Questo passaggio mi fa venire in mente un articolo del 2011 in cui si studiava il mercato mondiale in termini di matematica delle reti e di topologia. L&#39;ho a href=&#34;https://dropseaofulaula.blogspot.com/2011/12/il-signor-mercato.html&#34; target=&#34;dropsea&#34;esaminato all&#39;epoca su emDropSea/em/a e, se la memoria non mi inganna, emergeva che una rete costituita da tanti piccoli nodi distribuiti risultava più stabile e in grado di resistere in maniera più solida a una situazione di crisi rispetto a una rete con una serie di nodi forti e accentratori, anche se quest&#39;ultima risultava più rapida nelle fasi di crescita.a class=&#34;footnote-backref&#34; href=&#34;#fnref:1&#34; rev=&#34;footnote&#34; title=&#34;Jump back to footnote 1 in the text&#34;&amp;#8617;/a&#xA;/li&#xA;/ol&#xA;&#xA;#anarchismo #capitalismo #BenjaminTucker]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><div style="float: right; padding: 5px;"><img src="https://i.postimg.cc/vHmhQcFz/benjamin-tucker.jpg"/></div>
Oggi, nella <em>timeline</em> di <em>twitter</em>, mi sono imbattuto in un elogio del capitalismo con il mondo classista prima del suo avvento e il mondo pieno di opportunità per gli operai dopo il suo avvento.
E la cosa mi ha disturbato un po&#39; per molti motivi (uno su tutti è che l&#39;elogio veniva da un <em>mattonista</em> liberista, ma soprassediamo per il momento). E allora mi sono domandato quale sarebbe stato il modo migliore per replicare. E probabilmente sarebbe bastato un semplice nome: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Tucker" rel="nofollow"><strong>Benjamin Tucker</strong></a>.
In questo <a href="https://www.anarcopedia.org/index.php/Benjamin_Tucker" rel="nofollow">estratto da <em>Anarcopedia</em></a> vi propongo un esame del suo rapporto con il capitalismo:</p>

<blockquote><p>I ragionamenti di Tucker sono stati a volte fraintesi in senso liberistico o addirittura anarco-capitalistico. In realtà, come tutti gli anarco-individualisti, egli è profondamente anticapitalista, contro lo sfruttamento del lavoro, contro tutte le forme di reddito non-lavorativo (profitto, gli interessi, l&#39;affitto ecc.) e contro le grandi concentrazioni di proprietà, che lui imputava al monopolio statale dell&#39;emissione dei diritti di proprietà, più che all&#39;idea di proprietà individuale in sé e per sé.
La società ideale di Tucker è formata da piccoli imprenditori e lavoratori esterni, ipotizzando tra loro una relazione non fondata sullo sfruttamento e l&#39;oppressione ma sull&#39;equilibrio di mercato, in cui il valore aggiunto sarebbe distribuito equamente tra di loro<sup id="fnref:1" id="fnref:1">(<a class="footnote-ref" href="#fn:1" rel="nofollow">1</a>)</sup>. Per aumentare il potere contrattuale dei lavoratori, Tucker propone l&#39;accesso al credito mutuale, quindi non imponendo direttamente il controllo dei lavoratori delle aziende, ma promuovendolo proprio attraverso una crescita del loro potere contrattuale. In questo modo egli intendeva contrastare le storture tipiche del capitalismo, in particolare contrastare la società gerarchica.
Il sistema di Tucker concepiva alcuni principi del capitalismo, come la concorrenza tra le imprese in un “libero mercato”. Tuttavia, i mercati sono solo una condizione necessaria del capitalismo, non una condizione sufficiente. Ci può anche essere un “libero mercato” sotto il socialismo, anche se di natura profondamente diversa. L&#39;obiezione anarchica fondamentale al capitalismo non è il mercato, ma la proprietà privata e la conseguente schiavitù salariale. Egli vorrebbe eliminare entrambi, ed è per questo che si definiva un socialista.
In sostanza, per concludere, nonostante alcune sue idee convergano con quelle anarco-capitaliste, non può essere considerato in nessuno modo un estimatore di questo pensiero reazionario, in particolare non può essere in alcun modo accostato al libertarismo di destra, nonostante questi l&#39;abbiano più volte tirato per la giacchetta. In questo egli si avvicina a quello che oggi verrebbe definito un “socialista di mercato”, ma sempre e comunque non-statalista.</p></blockquote>

<ol><li id="fn:1" id="fn:1">Questo passaggio mi fa venire in mente un articolo del 2011 in cui si studiava il mercato mondiale in termini di matematica delle reti e di topologia. L&#39;ho <a href="https://dropseaofulaula.blogspot.com/2011/12/il-signor-mercato.html" target="dropsea" rel="nofollow">esaminato all&#39;epoca su <em>DropSea</em></a> e, se la memoria non mi inganna, emergeva che una rete costituita da tanti piccoli nodi distribuiti risultava più stabile e in grado di resistere in maniera più solida a una situazione di crisi rispetto a una rete con una serie di nodi forti e accentratori, anche se quest&#39;ultima risultava più rapida nelle fasi di crescita.<a class="footnote-backref" href="#fnref:1" title="Jump back to footnote 1 in the text" rel="nofollow">↩</a>
</li></ol>

<p><a href="/ulaulaman/tag:anarchismo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">anarchismo</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:capitalismo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">capitalismo</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:BenjaminTucker" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">BenjaminTucker</span></a></p>
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      <guid>https://qua.name/ulaulaman/benjamin-tucker-e-lanti-capitalismo</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Mar 2021 23:15:13 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La voglia di scrivere</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/la-voglia-di-scrivere</link>
      <description>&lt;![CDATA[In questo periodo scrivere è diventata sempre più un&#39;operazione rara e saltuaria, e questo nonostante la voglia di scrivere e tenere aggiornati i blog sia comunque alta. DropSea, il mio blog principale, va un po&#39; a singhiozzo. Ancora di più Doc Madhattan, e questo nonostante un momento in cui sembrava avessi trovato un buon ritmo anche lì sopra. Tra qualche alto e basso, invece, al momento il Caffè del Cappellaio Matto sembra funzionare un po&#39; meglio. Poi all&#39;improvviso mi ricordo de Lo spazio intermedio, dell&#39;entusiasmo che avevo nel voler prima spostare i contenuti di Medium qui sopra.!--more-- E allora forse è veramente venuto il momento di provarci, visto il periodo un po&#39; così, di dedicare una o due sere a settimana al nuovo progetto. E no, questo non è ancora il messaggio di abbandono di Medium (o se preferite quello di transito), ne ho ancora un altro, prima, da pubblicare: è lì in bozza da quasi sei mesi, me lo voglio rileggere prima di darlo alle stampe, che magari nel frattempo porto a termine la decisione definitiva sull&#39;organizzazione dello spazio qui su qua.name.&#xA;&#xA;Lo spazio intermedio&#xA;&#xA;[spazio]: https://cloud3.linuxfabrik.io/s/pJ9EjqTejsqasPa/preview&#xA;&#xA;#scrittura #fediverse]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo scrivere è diventata sempre più un&#39;operazione rara e saltuaria, e questo nonostante la voglia di scrivere e tenere aggiornati i blog sia comunque alta. <a href="https://dropseaofulaula.blogspot.com/" rel="nofollow"><em>DropSea</em></a>, il mio blog principale, va un po&#39; a singhiozzo. Ancora di più <a href="http://docmadhattan.fieldofscience.com/" rel="nofollow"><em>Doc Madhattan</em></a>, e questo nonostante un momento in cui sembrava avessi trovato un buon ritmo anche lì sopra. Tra qualche alto e basso, invece, al momento il <a href="https://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/" rel="nofollow"><em>Caffè del Cappellaio Matto</em></a> sembra funzionare un po&#39; meglio. Poi all&#39;improvviso mi ricordo de <a href="https://qua.name/ulaulaman/" rel="nofollow"><em>Lo spazio intermedio</em></a>, dell&#39;entusiasmo che avevo nel voler prima spostare <a href="https://medium.com/@ulaulaman" rel="nofollow">i contenuti di <em>Medium</em></a> qui sopra. E allora forse è veramente venuto il momento di provarci, visto il periodo un po&#39; così, di dedicare una o due sere a settimana al nuovo progetto. E no, questo non è ancora il messaggio di abbandono di <em>Medium</em> (o se preferite quello di transito), ne ho ancora un altro, prima, da pubblicare: è lì in bozza da quasi sei mesi, me lo voglio rileggere prima di darlo alle stampe, che magari nel frattempo porto a termine la decisione definitiva sull&#39;organizzazione dello spazio qui su qua.name.</p>

<p><img src="https://cloud3.linuxfabrik.io/s/pJ9EjqTejsqasPa/preview" alt="Lo spazio intermedio"></p>

<p><a href="/ulaulaman/tag:scrittura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scrittura</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:fediverse" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fediverse</span></a></p>
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      <guid>https://qua.name/ulaulaman/la-voglia-di-scrivere</guid>
      <pubDate>Wed, 11 Nov 2020 23:19:48 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Programmi</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/programmi</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sul mio Medium trovano spazio, al momento, tre generi più o meno differenti di contenuti. Quelli più semplici da classificare sono all&#39;interno di Gruppo Locale (qui la versione fuori da Medium), cui si affianca una miscellanea sostanzialmente suddivisibile in due macrocategorie: genere scientifico e genere letterario e fumettistico, sostanzialmente recensioni, ma non solo. Quasi tutti questi contenuti hanno un denominatore comune: sono il recupero e il riassemblamento di articoli e post precedentemente pubblicati su DropSea per ottenere una nuova forma.!--more--&#xA;Vista la facilità di esportare e importare materiali da e in qualunque altra istanza di WriteFreely, il passaggio a questa piattaforma e a questa istanza qua diventa un&#39;opzione cui presto darò il via il prima possibile.&#xA;Mancano solo alcuni dettagli, come ad esempio la suddivisione dei contenuti nei tre blog: i due nuovi, di cui uno dedicato ai contenuti usciti su Gruppo Locale (e in futuro di argomento astronomico), e questo dove sto scrivendo, Lo spazio intermedio. E poi, ovviamente, il nome dei due blog aggiuntivi.&#xA;E infine anche un post di saluto su Medium, che pubblicherò anche qui (o forse prima qui), soprattutto per avvisare chi mi segue lì che sto trasferendo i contenuti pensati per Medium in un&#39;altra casa.&#xA;&#xA;Data l&#39;assenza di un sistema di commenti, se avete suggerimenti per i nomi dei due blog aggiuntivi, potete tranquillamente commentare al tweet o al toot che usciranno su twitter o mastodon. Inoltre potete anche seguire Lo spazio intermedio direttamente sulla vostra istanza di mastodon cercando @ulaulaman@qua.name&#xA;&#xA;div align=&#34;center&#34;iframe width=&#34;560&#34; height=&#34;315&#34; sandbox=&#34;allow-same-origin allow-scripts allow-popups&#34; src=&#34;https://peertube.uno/videos/embed/6d9c8e62-71bb-4878-990e-6388a2dcbe26&#34; frameborder=&#34;0&#34; allowfullscreen/iframe/div&#xA;&#xA;#scrivere #fediverso #wrtitefreely #medium]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="https://medium.com/@ulaulaman" rel="nofollow">mio <em>Medium</em></a> trovano spazio, al momento, tre generi più o meno differenti di contenuti. Quelli più semplici da classificare sono all&#39;interno di <a href="https://medium.com/gruppo-locale" rel="nofollow"><em>Gruppo Locale</em></a> (<a href="http://www.gruppolocale.it/" rel="nofollow">qui la versione fuori da <em>Medium</em></a>), cui si affianca una <em>miscellanea</em> sostanzialmente suddivisibile in due macrocategorie: genere scientifico e genere letterario e fumettistico, sostanzialmente recensioni, ma non solo. Quasi tutti questi contenuti hanno un denominatore comune: sono il recupero e il riassemblamento di articoli e <em>post</em> precedentemente pubblicati su <a href="https://dropseaofulaula.blogspot.com/" rel="nofollow"><em>DropSea</em></a> per ottenere una nuova forma.
Vista la facilità di esportare e importare materiali da e in qualunque altra istanza di <a href="https://writefreely.org/" rel="nofollow"><em>WriteFreely</em></a>, il passaggio a questa piattaforma e a questa istanza <a href="https://qua.name/" rel="nofollow"><em>qua</em></a> diventa un&#39;opzione cui presto darò il via il prima possibile.
Mancano solo alcuni dettagli, come ad esempio la suddivisione dei contenuti nei tre blog: i due nuovi, di cui uno dedicato ai contenuti usciti su <em>Gruppo Locale</em> (e in futuro di argomento astronomico), e questo dove sto scrivendo, <em>Lo spazio intermedio</em>. E poi, ovviamente, il nome dei due blog aggiuntivi.
E infine anche un <em>post</em> di saluto su <em>Medium</em>, che pubblicherò anche qui (o forse prima qui), soprattutto per avvisare chi mi segue lì che sto trasferendo i contenuti pensati per <em>Medium</em> in un&#39;altra casa.</p>

<p>Data l&#39;assenza di un sistema di commenti, se avete suggerimenti per i nomi dei due blog aggiuntivi, potete tranquillamente commentare al tweet o al toot che usciranno su <a href="https://twitter.com/ulaulaman" rel="nofollow">twitter</a> o <a href="https://mastodon.social/@ulaulaman" rel="nofollow">mastodon</a>. Inoltre potete anche seguire <em>Lo spazio intermedio</em> direttamente sulla vostra istanza di mastodon cercando <a href="https://qua.name/@/ulaulaman@qua.name" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>ulaulaman@qua.name</span></a></p>

<div><iframe width="560" height="315" src="https://peertube.uno/videos/embed/6d9c8e62-71bb-4878-990e-6388a2dcbe26" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>

<p><a href="/ulaulaman/tag:scrivere" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scrivere</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:fediverso" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fediverso</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:wrtitefreely" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">wrtitefreely</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:medium" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">medium</span></a></p>
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      <guid>https://qua.name/ulaulaman/programmi</guid>
      <pubDate>Thu, 28 May 2020 23:00:00 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Idee in divenire</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/idee-in-divenire</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sto scoprendo varie possibilità di uso per WriteFreely. Una delle più interessanti è l&#39;integrazione con il fediverso: sono riuscito a seguire Lo spazio intermedio direttamente da Mastodon. Vedrò un po&#39; come funziona la cosa e nel caso in cui l&#39;aspetto dei toot del blog dovessero risultare gradevoli, potrei eventualmente modificare il sistema che ho messo in piedi per mandare un tweet per ogni post qui su qua.name.!--more--&#xA;&#xA;Earth&#39;s wink&#xA;&#xA;Sfruttando il feed rss de Lo spazio intermedio, ho infatti istruito IFTTT a mandare un tweet per ogni aggiornamento lì registrato. Sono anche riuscito, sempre grazie a Nextcloud, ad abbinare al tweet un&#39;immagine, che però è sempre quella per ogni lancio, questo perché il feed riporta solo titolo e data. Non è detto che lascerò l&#39;immagine che ho realizzato in fretta e furia, ma è comunque una soluzione che mi sembra piuttosto utile. Vedremo il toot che genere di forma avrà, quando giungerà l&#39;aggiornamento in timeline.&#xA;Altra possibilità che ho iniziato a cogliere è stata quella della personalizzazione del css, in particolare l&#39;adozione del google font Montserrat, cosa che può sembrare un controsenso, visto che si va alla ricerca di un posto che sia il più lontano possibile dagli account Google, ma per ora non mi sembra un controsenso con cui è impossibile vivere.&#xA;Tra le opzioni in valutazione c&#39;è, invece, la possibilità di avere ben altri 4 blog oltre a questo principale. Fondamentalmente è questo il motivo per cui non ho ancora spostato i miei vecchi post su Medium qui su qua.name: sto effettivamente valutando se non valga la pena sfruttare l&#39;opportunità dei 5 blog per autore per differenziare i contenuti. Mi darò ancora qualche giorno per pensarci.&#xA;Nel frattempo ho anche scoperto che il team di write.as, quello che ha sviluppato il software di scrittura che sto sfruttando su questa piattaforma, WriteFreely, ha messo in piedi una serie di progetti interessanti, alcuni anche già disponibili come paste.as, code.as (che potrei trasformare in una sorta di back-up del mio git-hub), html.house. Tra i progetti in corso di realizzazione, ma non ancora conclusi, il più interessante sembra essere remark.as, che mira ad aggiungere i commenti a WriteFreely, forse l&#39;unica cosa che manca sul serio rispetto a un sistema di blogging usuale.&#xA;Infine ho scoperto l&#39;esistenza di Liberpay, alternativa federata (a quanto sembra) a Patreon. Visto che stavo valutando la possibilità di adottare quest&#39;ultima piattaforma, potrebbe essere interessante pensare anche alla sua alternativa.&#xA;Di carne al fuoco ce n&#39;è un po&#39; e sicuramente ciò che valuterò nell&#39;immediato sarà proprio l&#39;opzione dei blog aggiuntivi: a invogliare alla cosa c&#39;è anche la possibilità, piuttosto semplice, di spostare i post da un blog all&#39;altro.&#xA;&#xA;#scrittura #fediverse]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sto scoprendo varie possibilità di uso per <em>WriteFreely</em>. Una delle più interessanti è l&#39;integrazione con il <em>fediverso</em>: sono riuscito a seguire <em>Lo spazio intermedio</em> direttamente da <em>Mastodon</em>. Vedrò un po&#39; come funziona la cosa e nel caso in cui l&#39;aspetto dei <em>toot</em> del <em>blog</em> dovessero risultare gradevoli, potrei eventualmente modificare il sistema che ho messo in piedi per mandare un <em>tweet</em> per ogni <em>post</em> qui su qua.name.</p>

<p><img src="https://pixelfed.de/storage/m/d6eeff88aa0c9af7fd5f87cd6431a14d929d049b/194e6d2ba10cd077801101a403888eb553d74565/7O79KXRR8h4YPiSGyMtwfcq8D136PUfKDEsp3H4j.png" alt="Earth&#39;s wink"></p>

<p>Sfruttando il <em>feed rss</em> de <em>Lo spazio intermedio</em>, ho infatti istruito IFTTT a mandare un <em>tweet</em> per ogni aggiornamento lì registrato. Sono anche riuscito, sempre grazie a <em>Nextcloud</em>, ad abbinare al <em>tweet</em> un&#39;immagine, che però è sempre quella per ogni lancio, questo perché il <em>feed</em> riporta solo titolo e data. Non è detto che lascerò l&#39;immagine che ho realizzato in fretta e furia, ma è comunque una soluzione che mi sembra piuttosto utile. Vedremo il <em>toot</em> che genere di forma avrà, quando giungerà l&#39;aggiornamento in <em>timeline</em>.
Altra possibilità che ho iniziato a cogliere è stata quella della personalizzazione del <em>css</em>, in particolare l&#39;adozione del <em>google font</em> <em>Montserrat</em>, cosa che può sembrare un controsenso, visto che si va alla ricerca di un posto che sia il più lontano possibile dagli <em>account</em> <em>Google</em>, ma per ora non mi sembra un controsenso con cui è impossibile vivere.
Tra le opzioni in valutazione c&#39;è, invece, la possibilità di avere ben altri 4 blog oltre a questo principale. Fondamentalmente è questo il motivo per cui non ho ancora spostato i miei vecchi post su <em>Medium</em> qui su qua.name: sto effettivamente valutando se non valga la pena sfruttare l&#39;opportunità dei 5 blog per autore per differenziare i contenuti. Mi darò ancora qualche giorno per pensarci.
Nel frattempo ho anche scoperto che il <em>team</em> di <a href="https://write.as/" rel="nofollow">write.as</a>, quello che ha sviluppato il <em>software</em> di scrittura che sto sfruttando su questa piattaforma, <em>WriteFreely</em>, ha messo in piedi una serie di progetti interessanti, alcuni anche già disponibili come <a href="https://paste.as/" rel="nofollow">paste.as</a>, <a href="https://code.as/" rel="nofollow">code.as</a> (che potrei trasformare in una sorta di <em>back-up</em> del mio git-hub), <a href="https://html.house/" rel="nofollow">html.house</a>. Tra i progetti in corso di realizzazione, ma non ancora conclusi, il più interessante sembra essere <a href="https://remark.as/" rel="nofollow">remark.as</a>, che mira ad aggiungere i commenti a <em>WriteFreely</em>, forse l&#39;unica cosa che manca sul serio rispetto a un sistema di <em>blogging</em> usuale.
Infine ho scoperto l&#39;esistenza di <a href="https://liberapay.com/" rel="nofollow">Liberpay</a>, alternativa <em>federata</em> (a quanto sembra) a Patreon. Visto che stavo valutando la possibilità di adottare quest&#39;ultima piattaforma, potrebbe essere interessante pensare anche alla sua alternativa.
Di carne al fuoco ce n&#39;è un po&#39; e sicuramente ciò che valuterò nell&#39;immediato sarà proprio l&#39;opzione dei blog aggiuntivi: a invogliare alla cosa c&#39;è anche la possibilità, piuttosto semplice, di spostare i <em>post</em> da un blog all&#39;altro.</p>

<p><a href="/ulaulaman/tag:scrittura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scrittura</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:fediverse" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fediverse</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://qua.name/ulaulaman/idee-in-divenire</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2020 22:37:50 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La mancanza di un&#39;immagine</title>
      <link>https://qua.name/ulaulaman/la-mancanza-di-unimmagine</link>
      <description>&lt;![CDATA[Come sto imparando un po&#39; alla volta WriteFreely è un&#39;ottima alternativa a Medium e presenta anche dei vantaggi non indifferenti. Innanzitutto la formattazione, che può essere fatta sia con il markdown sia con l&#39;html.&#xA;Inoltre c&#39;è la possibilità di attivare il supporto per le equazioni matematiche:!--more--&#xA;&#xA;$x^2 + y^2 = 1$&#xA;&#xA;E infine è possibile personalizzare l&#39;aspetto del blog grazie al css, cosa che non era permessa sul Medium.&#xA;C&#39;è un solo difetto (almeno relativamente all&#39;istanza su cui sono iscritto, ma immagino che sia così su tutte le istanze): non si possono caricare le immagini. Se vuoi usarle, devono trovarsi da un&#39;altra parte.&#xA;Se per il post di presentazione ho aggiunto l&#39;immagine dopo la pubblicazione usando pixelfed, ho pensato che per quelli successivi questa soluzione non sarebbe stata molto agevole. Così, guardandomi un po&#39; in giro, soprattutto per non voler utilizzare servizi di Google, alla fine mi sono rivolto a Nextcloud: dopo aver scelto un server interessante, ho provveduto all&#39;iscrizione e, in pratica, l&#39;immagine di questo post è caricata proprio con quel servizio di cloud!&#xA;&#xA;Lo spazio intermedio&#xA;&#xA;[spazio]: https://cloud3.linuxfabrik.io/s/jiSqWcsCZA88BBT/preview&#xA;&#xA;#scrittura #fediverse]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Come sto imparando un po&#39; alla volta <a href="https://writefreely.org/" rel="nofollow"><em>WriteFreely</em></a> è un&#39;ottima alternativa a <em>Medium</em> e presenta anche dei vantaggi non indifferenti. Innanzitutto la formattazione, che può essere fatta sia con il <em>markdown</em> sia con l&#39;html.
Inoltre c&#39;è la possibilità di attivare il supporto per le equazioni matematiche:</p>

<p>$x^2 + y^2 = 1$</p>

<p>E infine è possibile personalizzare l&#39;aspetto del blog grazie al <em>css</em>, cosa che non era permessa sul <em>Medium</em>.
C&#39;è un solo difetto (almeno relativamente all&#39;istanza su cui sono iscritto, ma immagino che sia così su tutte le istanze): non si possono caricare le immagini. Se vuoi usarle, devono trovarsi da un&#39;altra parte.
Se <a href="https://qua.name/ulaulaman/una-storia-marcata" rel="nofollow">per il post di presentazione</a> ho aggiunto l&#39;immagine dopo la pubblicazione usando <a href="https://pixelfed.de/ulaulaman" rel="nofollow">pixelfed</a>, ho pensato che per quelli successivi questa soluzione non sarebbe stata molto agevole. Così, guardandomi un po&#39; in giro, soprattutto per non voler utilizzare servizi di Google, alla fine mi sono rivolto a <a href="http://nextcloud.com/" rel="nofollow">Nextcloud</a>: dopo aver scelto un server interessante, ho provveduto all&#39;iscrizione e, in pratica, l&#39;immagine di questo <em>post</em> è caricata proprio con quel servizio di <em>cloud</em>!</p>

<p><img src="https://cloud3.linuxfabrik.io/s/jiSqWcsCZA88BBT/preview" alt="Lo spazio intermedio"></p>

<p><a href="/ulaulaman/tag:scrittura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scrittura</span></a> <a href="/ulaulaman/tag:fediverse" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fediverse</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://qua.name/ulaulaman/la-mancanza-di-unimmagine</guid>
      <pubDate>Sat, 16 May 2020 21:38:43 +0200</pubDate>
    </item>
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