Non chiedo di cantar le tue lodi
Non mettermi davanti agli occhi la croce Signore che sia io stesso il legno che infligge il martirio rendi duro il mio cuore come il ferro dei chiodi. Che sia la mia casa il deserto la riarsa e infeconda pianura. Non chiedo per me la pazienza di Giobbe, che io sia invece la piaga che sfianca il fiume che si tinge di rosso, il morbo che smagrisce le vacche. Solo così potrei presentarmi ai tuoi occhi, con le mani sporche di sangue e di fango che di altro io non son degno. Che tu possa accogliermi e non perdonarmi, ché sotto il tuo sguardo è il castigo degli empi. Di più non ti chiedo Signore, perché contro di te ho peccato. Solo a me basterebbe dalla tua mano esser schiacciato ché solo così forse troverei una terra, io che sono nato straniero.
