(Ancora una) Disfatta

Ti scrivo una poesia ancora, forse l'ultima, chi lo sa, d'altronde, che altro potrei dirti? Se l'amore ha ancora un senso (e non ne ha) Come posso resistere ormai, tesoro mio, se c'è la guerra, se bruciano i tetti delle case, se siamo tutti soli e sconosciuti su questa terra? Leggo e rileggo un dispaccio stropicciato; sul foglio, con una grafia inclinata che conosco – sapevo già scrivere così alle scuole elementari - qualcuno ha scritto: “È colpa mia”.

soldato morente