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Oggi ero immerso, come altre mille volte, nella mia passeggiata mattutina sulla spiaggia. Ho imparato, con le settimane e i mesi, ad addormentare tutti i moti del cuore, che non siano quelli della lucidità e della disperazione oggettiva. Con questo stato d'animo camminavo, e leggevo. Quando improvvisamente, tra le dune, scorgo una donna che sta prendendo il sole. E' in costume da bagno, e per un momento rimango turbato da quelle gambe immerse nel sole, da quella pelle lucente. Dopo lo sconvolgimento è subentrata l'amarezza, la coscienza che non possiamo sfuggire alla metafisica delle ghiandole, alle pulsioni dei nervi e dei tessuti. Ché bastano un paio di gambe (nemmeno ho notato il viso della donna, o il suo corpo o le sue fattezze) a trascinarci di nuovo nel rumore insopportabile della vita.