1921-2021 cent'anni di mitologia comunista

Si appresta ad arrivare il centenario della fondazione del partito comunista d'Italia e vi sarà nei prossimi giorni un bel diluvio di commenti, articoli, seminari e riflessioni, il più delle quali sicuramente saranno piene di stronzate di altissimo livello. Per dirne una, ci sarà un grande e importante seminario preparato addirittura da Massimo D'Alema, già dirigente comunista e poi capo dei bombardieri Nato sulla ex Jugoslavia. Si potrebbero dire tantissime cose sul PCI e sulla sua storia, me ne viene in mente solo una in questo momento e non ho molta voglia di scrivere. Poco dopo la sua fondazione, già nel 1924 il partito comunista italiano viene praticamente commissariato da Mosca. Nelle federazioni aveva stravinto la sinistra guidata da Bordiga, mentre la destra di Tasca e il centro di Gramsci erano staccatissimi e irrilevanti. L'intervento dell'Internazionale Comunista, ovvero del partito dell'URSS, fu brutale e i risultati vennero praticamente rovesciati, con la definizione di una dirigenza con Gramsci alla guida, poi con la minoranza di destra ed altri arrivati dalla corrente di fuoriusciti dal PSI a completare la direzione: Bordiga, che aveva conquistato 33 federazioni su 45, fuori.

Questo atto autoritario è stato il primo di tanti che ne sarebbero seguiti. Una decina di anni dopo si sarebbe passati ai colpi di rivoltella alla tempia dei comunisti sgraditi a Stalin. Sicuramente il PCI non è stato soltanto questo e Gramsci non è stato solo un burattino di Mosca. Però questo episodio ci racconta molto di quella che è stata la cultura comunista nel secolo scorso. Sicuramente i tanti e le tante militanti comuniste del novecento, milioni di persone, fatte fuori politicamente o addirittura eliminate fisicamente dagli stalinisti non meritano di essere ricordate da gente tipo Massimo D'Alema.